5 FEBBRAIO 2009 – ORE
17,30
c/o SALA PENTA – BIBLIOTECA PROVINCIALE DI AVELLINO – C.so
EUROPA
presentazione del libro di
MARIO DIMITRIO DONADIO – “LE FIAMME DI ZAPOROZE”
Saluti SALVATORE BIAZZO (Assessore alla Cultura Comune di
Avellino)
Interventi:
FRANCO FESTA (Scrittore)
FIORENZO IANNINO (Storico)
Modererà l’incontro il poeta RAFFAELE BARBIERI
Letture a cura di ENZO MARANGELO
Sarà presente L’AUTORE: MARIO DIMITRIO DONADIO
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Il romanzo “Le fiamme di Zaporoze” nasce in seguito
ad anni di studio di tradizioni popolari ricavate sia dall’ aspetto
letterario (spaziando dalla raccolta poetica “Kobzar” di
Taras Scevcenko, all’ opera di Nicolaj Gogol, considerando
anche Pushkin, Tolstoi e Pasternak) che prettamente storico
(per mezzo di libri dedicati come il Riasanovsky, il Kirconnell)
e di costume (come le pubblicazioni della Surma Library di
New York), ma anche attraverso rapporti diretti con ucraini
depositari di tradizioni narrate ed esperienze (essendo inoltre
io stesso d’origine ucraina).
La stesura del testo e’ avvenuta nel corso di lunghi
periodi di soggiorno, di studio e di lavoro tra Avellino,
New York e Londra.
La storia si svolge agli inizi del XVIII secolo, al tempo
del confronto tra lo zar Pietro il Grande di Russia e il
re di Svezia Carlo XII, con al centro i cosacchi di Zaporoze.
L’intreccio narrativo espone lo stile di vita e di
pensiero della comunità cosacca, nella sua evoluzione
traumatica, passando dall’alleanza forzata imposta
dai russi, all’alleanza volontaria con gli svedesi,
ma in definitiva sfortunata, poichè frantumata alla
grande battaglia di Poltava.
Obiettivo della pubblicazione è quello di proporre
la lettura d’un romanzo storico di intrattenimento
con l’originalità di un tema poco trattato (finanche
nella classica letteratura russa, all’infuori di poche
eccezioni) o comunque non ben conosciuto. Il testo aspira
a collocarsi nell’ambito di una tradizione letteraria
dell’Europa dell’est, che seppur governata in
maniera prevalente da quella russa, vuol più che altro
sottolineare l’essenza di quella avventurosa spiritualità,
in parte espressa da Gogol, ma ancor più da Scevcenko
(entrambi ucraini). Al tempo stesso vuol distaccarsi da quel
tipo di letteratura asciutta e piuttosto carente di moti
individuali, derivata dal periodo sovietico (in questo rifacendosi
al "controcorrente" Dottor Zivago di Pasternak).
Proporre un testo (il primo di una serie in progetto) che
possa auspicarsi di godimento in considerazione della scrittura
e dell’analisi storica e di costume, in previsione
d’un avvicinamento graduale e costante dell’Occidente
all’Europa dell’est, di certo con un prossimo
contatto, sempre più approfondito, con la sua tradizione,
alla quale si può scegliere di giungere in qualche
modo preparati.
Proporre un testo che, seppur racchiuso in una specifica
sfera spazio-temporale, possa comunque trascendere realtà locali
limitate, allo scopo di fornire elementi di interesse generale
(ed anche provocazioni) nell’ intenzione di pervenire
ad una più ampia fruibilità
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